Algorithmic Puzzles by Anany Levitin, Maria Levitin

By Anany Levitin, Maria Levitin

Whereas many reflect on algorithms as particular to desktop technological know-how, at its center algorithmic considering is outlined via analytical common sense to unravel difficulties. This common sense extends a long way past the world of laptop technology and into the extensive and unique international of puzzles. In Algorithmic Puzzles, Anany and Maria Levitin use many vintage brainteasers in addition to more recent examples from task interviews with significant firms to teach readers the right way to observe analytical pondering to unravel puzzles requiring well-defined techniques.
The book's designated choice of puzzles is supplemented with conscientiously constructed tutorials on set of rules layout innovations and research ideas meant to stroll the reader step by step in the course of the quite a few methods to algorithmic challenge fixing. Mastery of those strategies--exhaustive seek, backtracking, and divide-and-conquer, between others--will relief the reader in fixing not just the puzzles contained during this e-book, but additionally others encountered in interviews, puzzle collections, and all through lifestyle. all of the one hundred fifty puzzles comprises tricks and options, besides remark at the puzzle's origins and answer tools.
The in simple terms e-book of its variety, Algorithmic Puzzles homes puzzles for all ability degrees. Readers with merely heart college arithmetic will improve their algorithmic problem-solving abilities via puzzles on the effortless point, whereas pro puzzle solvers will benefit from the problem of considering via more challenging puzzles.

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Springer-Handbuch der Mathematik IV: Begründet von I.N. Bronstein und K.A. Semendjaew Weitergeführt von G. Grosche, V. Ziegler und D. Ziegler Herausgegeben von E. Zeidler

Als mehrbändiges Nachschlagewerk ist das Springer-Handbuch der Mathematik in erster Linie für wissenschaftliche Bibliotheken, akademische Institutionen und Firmen sowie interessierte Individualkunden in Forschung und Lehre gedacht. Es ergänzt das einbändige themenumfassende Springer-Taschenbuch der Mathematik (ehemaliger Titel Teubner-Taschenbuch der Mathematik), das sich in seiner begrenzten Stoffauswahl  besonders an Studierende richtet.

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Gauss, grande genio tedesco Nella dimostrazione di Euler per n = 3 (cioè per i cubi) vi era un errore, ma fu corretto da Carl Friedrich Gauss (1777-1855). I matematici più famosi dell’epoca erano in maggioranza francesi, ma Gauss, che fu sicuramente il più grande di quegli anni (e forse di tutti i tempi), era tedesco al cento per cento, e addirittura non si recò mai all’estero nemmeno per brevi visite. Era nipote di un contadino poverissimo e figlio di un operaio di Braunschweig. Il padre era duro con lui, ma la madre lo proteggeva e incoraggiava; anche lo zio Friedrich, fratello di sua madre Dorothea, si prendeva cura del piccolo Carl.

Sarebbe rimasto un uomo devoto, nell’animo e nei costumi, per tutta la vita. La ricerca matematica e scientifica a quei tempi non veniva praticata nelle università, come accade invece oggi. Queste istituzioni erano destinate semmai all’insegnamento e non lasciavano molto tempo libero per altre attività. Nel Settecento la ricerca si faceva soprattutto nelle accademie reali, nelle quali i monarchi pagavano i più eminenti scienziati dell’epoca perché sviluppassero nuove conoscenze. Una parte di tali conoscenze era applicativa, e permetteva al governo di migliorare lo stato dell’intera nazione; ma c’era anche una ricerca più “pura”, cioè condotta per se stessa, per il progresso della conoscenza umana.

61-73. Il discepolo Il matematico norvegese Niels Henrik Abel giunse a Parigi nell’ottobre del 1826 e cercò in tutti i modi di conoscere altri matematici (all’epoca Parigi era una Mecca per questi studi). Una delle persone che più lo colpirono fu Gustav Peter Lejeune Dirichlet (1805-1859), prussiano, anch’egli di passaggio a Parigi, che si mostrava attratto dal giovane norvegese, dopo averlo scambiato inizialmente per un compatriota. Abel fu molto colpito dal fatto che Dirichlet avesse provato l’Ultimo Teorema di Fermat per il caso di n = 5 e ne parlò in una lettera a un amico, ricordando inoltre che la dimostrazione era stata data pure da Adrien-Marie Legendre (1752-1833), da lui descritto come un signore gentilissimo, ma molto anziano.

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